Intervento del dottor Luigi Trigona per GourmArte a Baf

ARTE E CUCINA BINOMIO PERFETTO

Olivicoltori che commissionano opere da tenere tra gli olivi, artisti come Ugo Nespolo che creano installazioni da ammirare tra le vigne, ristoranti che diventano gallerie di quadri e chef che si ispirano a tele d’autore per creare nuovi piatti. L’arte cerca sempre più la compagnia del cibo e del vino. Perché i buongustai, oltre al buono cercano il bello.

Cucina e arte riunite in un unico spazio: succede nei grandi musei, dove si punta al palato del visitatore, stuzzicandolo con piatti prelibati che riecheggiano la mostra in corso in ambienti che corredano la struttura museale. Ma dove troviamo questo binomio vincente? Nel mondo ci sono ristoranti di livello che operano nei musei di rango a partire dal Guggenheim di New York, ma quello che Promoberg propone rappresenta qualcosa di unico. Giocando sull’acronimo: gourmet e arte, è nata GourmArte, la fusione perfetta tra il bello dell’arte e il buono della cucina.

Il format della parte “gourmand” dell’evento darà la possibilità a ghiottoni e gourmettari di alternare la degustazione di specialità enogastronomiche lombarde ad altre, provenienti da territori extra, ma “naturalizzate lombarde” o ancora di assaggiare vini che fanno parte del patrimonio vitivinicolo della nostra regione. Un programma nutritissimo, appositamente ideato per consentire a tutti i cultori della buona tavola di poter assaggiare il meglio della proposta enogastronomica a prezzi accessibili, ma anche un “educational tour” tra le cose buone che potrà concludersi anche con l’acquisto dei prodotti degustati con un comodo sistema di asporto, predisposto all’uscita del percorso.

L’ “esplorazione” sugli oltre seimila metri quadrati di un padiglione della Fiera, sarà suddivisa in varie aree dove sarà possibile valutare il panel degli espositori suddivisi per categorie; i maestri, i custodi e gli esploratori del gusto. I primi si rifanno ad aziende che si sono messe in luce per l’elevata qualità del loro prodotto, per l’etica e per le capacità imprenditoriali e progettuali dimostrate nel corso degli anni.

Dei secondi fanno, invece, parte i contadini, gli allevatori, gli artigiani e i vignaioli, che hanno mantenuto viva una tradizione strettamente legata al territorio e al modo di interpretarlo. I terzi, infine, sono assimilabili alle aziende commerciali che, con sede in Lombardia, si sono distinte per avere svolto un’opera di divulgazione di prodotti particolarmente ricercati, rigorosamente provenienti e selezionati nei territori d’origine. Una sottile suddivisione “ideologica” che sottende ad un minimo comun denominatore: l’assoluta eccellenza del prodotto.
E ora passiamo all’altro tema dell’evento attraverso il fil rouge che ci fa spostare da un padiglione all’altro, ossia il cibo nell’arte.

Il cibo ha sempre avuto un posto e un ruolo ben precisi nell’arte, in quella Classica e in quella Contemporanea, nelle scene religiose così come nelle nature morte, sullo sfondo oppure in primissimo piano, accessorio o al contrario protagonista. Nell’Arte Medievale e Moderna le vivande apparivano per ciò che erano, anche se talvolta potevano avere dei significati nascosti, misteriosi o al contrario facilmente riconoscibili; il Pane ad esempio rimandava all’Eucarestia, la Melagrana alla Fedeltà Coniugale, la Mela Morsicata alla Caducità della Vita…

Il primo a stravolgere il senso e l’uso comune dei generi alimentari è stato senza dubbio Arcimboldo che, già nel Cinquecento, si divertiva a realizzare curiosi Ritratti con Frutta e Verdura, creando un divertissement unico per la corte asburgica.

Eccoci quindi, idealmente calati, in Bergamo Arte Fiera dove pure avrete modo di ritrovare, tra le molte opere che saranno esposte, la modernità degli artisti che, spesso e volentieri utilizzino elementi relativi al cibo e alla tavola creando opere originali e di tendenza.

E’ il caso delle tavole di Daniel Spoerri con la sua “Eat Art”, che rappresenta in questo senso una delle più geniali creazioni che legano il cibo all’arte.