IL SALUTO DEL DOTTOR LUIGI TRIGONA SEGRETARIO GENERALE DI ENTE FIERA PROMOBERG

trigona“Arti femminili”: termini demodé e per certi versi vagamente classisti che definisce n mondo di professioni e abilità non dimenticate, ma che fino a poco tempo fa erano considerate antiquate e tipiche delle casalinghe o adatte a chi ha tanto tempo a disposizione (quasi una vergogna, in una società che si vorrebbe frenetica).

In realtà poi si scopre che a ricamo e cucina si dedicano non solo casalinghe, ma professioniste, impiegate, informatiche, che non si vergognano di portare avanti una femminilità che, fino a qualche anno fa, era avversata da molte.

È un mondo immenso che in questi ultimi anni ha messo in contatto le donne d’Italia sul filo di un mouliné, di un “tortino dal cuore morbido” o di una carta velina. È un mondo al femminile al 99% quando si parla di ricamo, maglia, pasta di sale, découpage, mentre la presenza maschile aumenta quando ci si avvicina al giardinaggio o alla cucina (qui, a volte, critici gastronomici o cuochi di fama non disdegnano di confrontarsi con il pubblico femminile).

Ci sono fenomeni che anticipano i tempi e se, ora, il mondo di Internet si scopre attento a questo segmento definendolo “un boom”, senza tema di smentita possiamo affermare che, nell’autunno del 2008 quando si affacciò al pubblico la prima edizione, nessuno avrebbe mai pensato che Creattiva sarebbe diventata, nel giro di poco, non solo una fiera di successo ma un vero e proprio fenomeno di costume.

Potremmo definirlo un fenomeno fieristico-sociologico ormai pienamente consolidato, testimoniato dai numeri, dalla qualità degli espositori e dall’entusiasmo dei visitatori.

“La Creatività è donna, nei padiglioni di questa Fiera, si prova quella incomparabile felicità che ci accompagna ogni volta che mettiamo piede su un terreno capace di esaltare e far crescere le nostre passioni”.

Chi visita Creattiva lo fa perché realizza una vera passione, ha la mente aperta e si circonda di bellezza. Perdendo la nozione del tempo.

So di gente che entra in Fiera la mattina per uscire solo verso sera: perdersi nel coltivare la propria passione, che sia pitturare, ricamare o creare dei gioielli per ore senza rendersene conto significa entrare in una dimensione mentale che si produce quando si raggiunge uno stato di serenità.

Sono visitatrici che sanno sognare, sanno cioè intravedere in quegli elementi che manipolano, che siano dei tessuti, delle perline e o dei colori, l’opera che produrranno. Anche in questo senso la storia ci aiuta: l’artigianato, una delle eccellenze che fanno grande l’Italia nel mondo, è frutto di un’abilità manuale che richiama e realizza in concreto il genio delle idee.

Una testimonianza vera, autentica che sa rinnovarsi ad ogni edizione nella quale è sempre piacevole, interessante valutare nuovi aspetti di un mondo artigianale pieno di sfaccettature.

La nostra Fiera ha accompagnato la nascita di questa nuova tendenza, l’ha testimoniata e ha saputo anche cogliere segnali evolutivi e di cambiamento dei vari segmenti merceologici che la compongono.

Il punto croce, il ricamo, l’uncinetto, il cucito, la maglia (ma anche la cucina, il giardinaggio e l’orto!) sono diventate le nuove passioni e i nuovi interessi di molte ed assieme alla riscoperta del piacere di saper fare portano con sé quel sapore ormai raro della conoscenza delle arti e dei mestieri di una volta.

Quelli che, con gli oggetti, continuano a dare valore alle persone.

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